
Quando si parla di Capri si corre inevitabilmente il rischio di enumerare una serie di luoghi comuni…
Qualsiasi caratteristica di quest’isola leggendaria è stata, a suo tempo, oggetto di descrizione e di conseguenza si rischia di scivolare nel “già detto”, “già scritto”, già raccontato…tanto più in quanto tutto ciò è avvenuto ad opera di schiere di giornalisti eccelsi e scrittori di fama.
Appena tornata da alcuni giorni trascorsi a Capri e ancora sotto l’effetto della magia che questo posto speciale sprigiona mi limiterò pertanto solo ad alcune brevi e personali considerazioni, con l’intento di cedere il campo, semmai in seguito, a qualche celebre citazione.

Innanzitutto mi preme affermare che Anacapri è altrettanto bella del capoluogo, anzi, a mio parere, forse fin di più. La competizione tra i due comuni della stessa isola, distanti tra loro solo un pugno di tornanti, si rivela infatti totalmente sterile, trattandosi di due località entrambe splendide e suggestive…Ma mentre Capri è anche (ma non solo, per fortuna) identificabile come luogo da show off, richiamo irresistibile per turisti americani e, più recentemente, per oligarchi russi in vena di esibire il proprio potere d’acquisto, che vengono attratti e storditi da uno straordinario mix di paesaggi da cartolina, celebri alberghi, negozi griffati e una percentuale impressionante di gioiellerie, Anacapri ha conservato tuttora un’atmosfera più rilassata e spontanea. Anche Anacapri, a sua volta, non è immune da un certo glamour internazionale essendo dotata di alcuni tra i cinque stelle più blasonati dell’isola, ma riesce tuttavia a conservare l’aria del paese vero, ancora vissuto dai propri abitanti e frequentato da un turismo in buona parte ”autoctono”, proveniente da luoghi non così distanti…E’ facile infatti imbattersi nelle classiche italiche famigliole in vacanza e in schiere di coppiette di innamorati napoletani che in meno di un’ora da porto Beverello sbarcano a Marina Grande e subito si dirigono ad Anacapri per una romantica passeggiata o per un bagno al faro di Punta Carena.
Seconda personale considerazione: a Capri è quasi più bello camminare che “fare mare”…Per vivere al meglio il mare caprese è semmai indispensabile una barca, meglio se piccola, in grado di avvicinarsi agli innumerevoli anfratti della costa e in totale controtendenza rispetto ai mastodontici yacht perennemente ormeggiati tra Marina Piccola e la rocca saracena. Altrimenti, davvero non vale granchè starsene abbarbicati su qualche scoglio puntuto o pigiati come sardine in uno degli storici bagni dell’isola, presidiati da drappelli di inservienti che con gentile indolenza posizionano a caro prezzo lettini ed ombrelloni in spazi sacrificati e che concedono rarissimi upgrading soltanto a coloro che compaiono nelle loro misteriose liste degli habituè… Certo, i materassini rivestiti di lino forniti da Fontelina (ai faraglioni) e gli “spaghetti sciuè sciuè” da Luigi (sempre ai faraglioni, ma dall’altra parte…) sono entrambi da provare, ma non li eleggerei a meta quotidiana in un soggiorno nell’isola. Semmai, armati di scarpe comode, consiglio di affrontarne di buona lena i sentieri e di scoprire la sua vegetazione meravigliosa, i suoi profumi e i panorami mozzafiato che si susseguono quasi senza soluzione di continuità man mano che si procede nel cammino. Spesso si ha a che fare con ripide rampe di gradini o con salite piuttosto impegnative, ma non bisogna scoraggiarsi: Capri è “lenta” , non ha fretta e va scoperta con calma, fermandosi di tanto in tanto per ammirarne gli scorci e le vedute…

Terza considerazione, che vuole essere un consiglio: non dimenticate i limoni! Quasi ovunque sull’isola è possibile farsi preparare delle limonate o delle altrettanto fresche granite al limone. Sono davvero mitiche, specie durante le passeggiate di cui sopra…Solo un avvertimento: a mio avviso sono talmente buone che creano una sorta di assuefazione e si finisce per desiderarne una a ogni tappa!