
Alcune sere fa la nostra associazione culturale, sfidando il caldo torrido, ha partecipato ad un itinerario artistico-letterario attraverso alcune vie di Torino condotto da Willy Beck.
Malgrado l’afa e un grado di umidità difficilmente sopportabile, Willy Beck è stato, come sempre, una vera fucina di informazioni! Un gruppo compatto e “irriducibile” di fedelissimi ha a sua volta ascoltato con interesse le sue dotte spiegazioni condite da gustosi aneddoti.
La passeggiata è partita dal centro di Piazza Carlina (così è infatti “confidenzialmente” chiamata dai torinesi piazza Carlo Emanuele II), progettata nel ‘600 dal Castellamonte, autore della Reggia di Venaria. La piazza era un tempo dedicata al mercato, in particolare a quello del vino, e successivamente, all’epoca della Rivoluzione Francese, divenne sede della ghigliottina.
Data la sua vocazione squisitamente commerciale e la sua natura piuttosto “popolare”, i palazzi nobiliari che la circondano presentano il proprio ingresso principale sulle vie laterali, “snobbando” in un certo senso la piazza: si notano così, tutt’ora, imponenti portali che si aprono sulle vie limitrofe, piuttosto anguste rispetto alle dimensioni delle costruzioni stesse.

Nel corso dei secoli in questa piazza hanno abitato alcuni personaggi di rilievo per la storia piemontese, come l’architetto Giacinto Roero di Guarene (progettista dell’imponente castello di Guarene, nei pressi di Alba) lo statista Costantino Nigra e il letterato (nonchè pittore e uomo politico) Massimo d’Azeglio. Molto più recentemente soggiornò in uno dei palazzi che si affacciano sulla piazza anche Antonio Gramsci.
Ci siamo poi spostati su alcuni lati della piazza, in particolare nell’area corrispondente all’antico ghetto ebraico, dove Willy Beck ci ha evidenziato l’esistenza di pesanti cancellate in ferro che, in epoca precedente all’editto di Carlo Alberto che proclamò la libertà di culto nello stato sabaudo, venivano chiuse ogni sera segregando così i membri della comunità.

Dall’altro lato della piazza, su via Santa Croce, abbiano ammirato invece la prospettiva su cui domina la chiesa neoclassica (ma non priva di elementi barocchi) di Santa Pelagia, protettrice degli attori. Sempre su questa via si apre peraltro proprio la chiesa di Santa Croce, opera di Filippo Juvarra, ricca di elementi artistici di pregio ma che oggi giace in stato di semiabbandono. Poco più in là sorge invece l’antico Palazzo delle Provincie, anticamente sede della scuola di amministrazione statale voluta dai Savoia, oggi Caserma Bergia, che presenta a sua volta un certo rilievo relativamente alla storia del Regno d’Italia in quanto in esso venne fondata l’Arma dei Carabinieri.
Sempre allo scopo di evidenziare il cattivo stato di alcune opere artistiche, Willy Beck ci ha condotti all’interno di un androne che si apre su via Po, corrispondente ad uno dei lati di quello che anticamente fu il grande convento di San Francesco da Paola (che attualmente ospita, per buona parte, l’Accademia Albertina) per mostrarci alcuni affreschi ormai pressocchè scomparsi a causa degli agenti atmosferici negativi e, soprattutto, dell’incuria generale.

Infine, dopo quasi due ore di spiegazioni entusiaste e appassionate, la nostra guida ci ha condotti in piazza Carlo Alberto, davanti ad una lapide posta sul lato di un palazzo. Ebbene, proprio lì soggiornò nel 1889 Friedrich Nietzsche. Fu esattamente nel periodo torinese che il famoso filosofo iniziò a dare i primi segni dello squilibrio mentale che l’avrebbe in seguito caratterizzato. Si racconta infatti che prese le difese di un cavallo, a suo dire ingiustamente frustato, colmandolo di abbraci ed affettuosità!
PS: per curiosità segnalo che il palazzo in cui abitò Nietzsche ospita oggi la pizzeria Sfashion, in cui ogni tanto è possibile imbattersi nel suo comproprietario, Piero Chiambretti, noto esponente dello showbiz nazionale!